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Roma Citta dello Sport e del Benessere
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Roma Citta dello Sport e del Benessere

Sport, Benessere, Sostenibilità e Sviluppo Sociale

cittadellosport, 1 Dicembre 20235 Dicembre 2023

Da epoca primordiale l’uomo ha rivolto sempre gli occhi verso il cielo nell’immane desiderio di raggiungerlo, innalzando in suo onore opere maestose, così all’inizio di questo secolo fu innalzata nella piana a sud est di Roma una prima vela d’acciaio alta più di cento metri per celebrare lo sport, anch’esso un forte sentimento umano: la competizione. L’occasione fu la celebrazione a Roma dei campionati mondiali di nuoto previsti per l’anno 2005. L’entusiasmo per l’impresa fu tale che non si pensò più di tanto alla spesa per la realizzazione di quest’opera ciclopica da un nome evocativo ” Città dello Sport”, ovvero il Santuario degli Sport Italiani. La lentezza della sua realizzazione e le oggettive difficoltà connesse alla costruzione ne hanno allontanato la conclusione, producendo nel contempo un aumento esponenziale dei costi. Polemiche politiche ed ambientali, carenza di risorse dovute a crisi finanziarie internazionali hanno prodotto l’abbandono dei lavori. Inchieste giudiziarie, strumentalizzazioni varie e l’assenza di un piano di sostenibilità energetica ed economica credibili, ne hanno paventato la demolizione del realizzato. Un recente tentativo di rilancio, connesso al concorso EXPO’ 2030 , fondato sulla disponibilità di fondi europei è stato ulteriormente umiliato perchè il piano è apparso scarsamente competitivo e poco sostenibile, ancorchè per la parte energetica sia stato previsto un campo fotovoltaico di alcuni ettari in grado di produrre 25 GW, rinunciando però all’area originariamente destinata agli sport all’aperto. Sviluppo Castelli Romani aps in collaborazione con l’Uninersità La Sapienza ed Enel Green Power spa presentarono un progetto di sostenibilità all’inizio dell’opera, evidenziando che lo sport, da solo, non era e non è in grado di supportare i costi gestionali della struttura di progetto, a meno che lo sport non fosse accompagnato da attività economiche partner compatibili. Sapevamo che negli
anni ottanta era stata individuata e accertata da Enel Green Power s.p.a. la presenza di un ampio campo geotermico a media entalpia nelle immediate vicinanze delle costruende Vele di Calatrava tale, dalle nostre valutazioni, di assicurare una produzione di energia geotermica a ciclo chiuso per una potenza elettrica stimata di 5 MW e un residuale termico pari/superiore a 10 MW da eventualmente destinare alla climatizzazione degli ambienti ed in grado sostenere una filiera del benessere termale e gestire in simbiosi eventi sportivi e trattamenti salutistici per oltre 100.0000 presenze annue. Questo poteva e può ancora rappresentare la soluzione del problema sostenibilità economica ed ambientale del complesso, questione che sembra non avere ad oggi altre soluzioni. Proposte come la demolizione ed il ripristino ambientale con costi proibitivi, ovvero eventi occasionali come quelle previste per il Giubileo 2025, oltre a snaturare la missione sportiva per via del monumentale impianto fotovoltaico previsto sull’area destinata alle attività sportive all’aperto, non sono a nostro avviso soluzioni in grado di assicurare la copertura dei costi per il completamento dell’opera e la gestione poliennale.
La produzione di energia elettrica e termica attraverso la geotermia a media entalpia è una fonte rinnovabile e a basso impatto ambientale. La terra, o meglio, il sottosuolo terrestre è uno straordinario storage di energia termica che può essere anche prelevata e restituita facilmente con pompe di calore geotermiche. Inoltre, l’utilizzo di questa risorsa potrebbe, per la parte di energia elettrica in esubero, alimentare la rete elettrica nazionale, contribuendo in maniera significativa alla diminuzione delle emissioni di gas serra.

In definitiva, lo sfruttamento del campo geotermico nelle vicinanze delle Vele di Calatrava rappresenta, a nostro avviso, l’unica soluzione per la sostenibilità, potendo unire la missione sportiva ” Progetto Città dello Sport ” a quella del turismo del Benessere, ciò anche in considerazione dello straordinario posizionamento delle Vele : nei pressi del Raccordo Anulare, dell’Aeroporto di Ciampino, della stazione ferroviaria di Tor Vergata e della vicina rete Metro C. dalla quale è prevista e finanziata una tratta di collegamento.

Visita la futura Città dello Sport di Roma

Storia della Città dello Sport di Roma, un fallimento, ma ……….

La Città dello sport è una struttura architettonica incompiuta progettata come complesso sportivo polifunzionale dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava nell’area di Tor Vergata a Roma. Del progetto è stata realizzata la struttura di uno stadio del nuoto, con l’intelaiatura della copertura che costituisce una caratteristica “vela a pinna di squalo” visibile anche da grande distanza (che gli ha meritato il soprannome di Vela di Calatrava), e la struttura di base di un palazzetto per il basket e la pallavolo.
Il progetto fu avviato nel 2005, all’epoca del primo mandato della giunta di Walter Veltroni; la struttura, nelle intenzioni, era destinata a ospitare i Campionati mondiali di nuoto 2009. Per il protrarsi della costruzione e per l’aumento dei costi, i lavori furono interrotti e i mondiali di nuoto si svolsero nelle strutture del Foro Italico, realizzate tra il 1927 e il 1932, che avevano già ospitato l’edizione del 1994.
Attualmente (settembre 2023), l’opera resta incompiuta. Il 26 marzo 2021, in attuazione alla legge di bilancio 2021 che ha autorizzato a tal fine una spesa di 25 milioni di euro, la struttura e l’area circostante sono state trasferite dall’Università di Roma Tor Vergata, che le deteneva inutilizzate, all’Agenzia del demanio. A quest’ultima è stata assegnata la somma di 3 milioni di euro annui per gli anni dal 2021 al 2023, ai fini della manutenzione, ordinaria e straordinaria, delle opere realizzate e della messa in sicurezza dell’area trasferita, in vista del recupero funzionale delle opere realizzate.
Caratteristiche
Il piano per la Città dello sport prevedeva una coppia di palazzetti dello sport, uno per basket e pallavolo e l’altro per il nuoto, posti uno di fronte all’altro di fronte a una coppia di laghi artificiali, a formare una struttura a quadrifoglio. Intorno a questa struttura sarebbero stati realizzati altri impianti sportivi: piscine all’aperto e al coperto, pista di atletica e altre strutture sportive.Di fronte al complesso di impianti sportivi, era prevista inoltre una torre alta circa 90 metri destinata al rettorato dell’università. La costruzione del complesso è stata avviata nel quartiere romano di Tor Vergata.
Il progetto di Calatrava includeva inoltre un campus per ospitare gli studenti universitari e gli atleti, nonché altre piscine olimpiche per l’allenamento degli atleti.
Storia dei lavori
Il progetto venne avviato nel 2005 dall’amministrazione comunale del sindaco di Roma Walter Veltroni. Il costo previsto per la realizzazione dell’opera era di 60 milioni di euro, che diventarono 120 milioni già all’atto dell’assegnazione dei lavori tramite gara d’appalto. La società che ricevette l’incarico della costruzione fu la Vianini Lavori del gruppo Caltagirone; la gestione dei fondi fu affidata alla Protezione Civile di Guido Bertolaso, che per la gestione dei capitali incaricò Angelo Balducci. Tra il 2006 e il 2007, benché i lavori non avanzassero, si vide l’ulteriore raddoppio dei costi di costruzione che arrivarono così a 240 milioni di euro.
Nel giugno 2008 ad Angelo Balducci subentrò Claudio Rinaldi. Ad ottobre dello stesso anno il nuovo sindaco di Roma Gianni Alemanno affermò che – a tre anni dall’inizio lavori – sarebbero state gettate le fondazioni della “Città dello sport”; a dicembre, però, venne deciso che i mondiali di nuoto non sarebbero più stati disputati a Tor Vergata, in quanto la struttura non avrebbe potuto essere completata in tempo, e si optò per l’utilizzo del Foro Italico, già utilizzato per i Campionati mondiali di nuoto 1994. La costruzione della “Città dello Sport” nel 2009 fu bloccata per mancanza di fondi nonostante si fosse speso, fino a quel momento, quattro volte la cifra inizialmente stimata per la realizzazione dell’opera.
Nell’aprile 2010 Calatrava dichiarò: “Attualmente sono stati realizzati i due stadi, uno per il basket e l’altro con le piscine per il nuoto, i tuffi e quella per il riscaldamento, piccoli servizi e l’accesso per gli atleti. È in corso di realizzazione il parcheggio e la copertura a cupola di uno dei due palazzi, mentre sono state già costruite anche la piscina esterna ed un’altra sempre per il riscaldamento degli atleti”.
Nel 2011, a seguito della candidatura di Roma quale sede delle Olimpiadi 2020, si decise di riattivare il cantiere di Tor Vergata: i lavori ripresero senza nessuna data certa per la consegna dell’impianto e con una cifra stimata per il completamento dei lavori di 660 milioni di euro, ovvero undici volte il prezzo iniziale.

Condizioni attuali e prospettive future[modifica | modifica wikitesto]
Nel novembre 2012, il sindaco Giovanni Alemanno annunciò che il complesso sportivo sarebbe stato completato con il contributo di privati, ma le operazioni di completamento, al dicembre 2014, non erano ancora partite. A inizio 2014 fu prospettato il cambio di destinazione d’uso per la “vela” dalla struttura della copertura già completata, e destinata allo stadio del nuoto, con una proposta dell’Università di Tor Vergata per trasformare la struttura in una serra/orto botanico. La spesa prevista per completare la copertura era di 60 milioni di euro. Secondo questo piano il secondo palazzetto potrebbe comunque essere realizzato come struttura polifunzionale per eventi sportivi e musicali, sebbene la struttura richieda altri 426 milioni di euro per essere completata.
Il 26 marzo 2021, in attuazione alla legge di bilancio 2021 che ha autorizzato a tal fine una spesa di 25 milioni di euro, la struttura e l’area circostante è stata trasferita dall’Università di Roma Tor Vergata, che la deteneva inutilizzata, all’Agenzia del Demanio. A quest’ultima è stata assegnata la somma di 3 milioni di euro annui per gli anni dal 2021 al 2023, ai fini della manutenzione, ordinaria e straordinaria, delle opere realizzate e della messa in sicurezza dell’area trasferita, in vista del recupero funzionale delle opere realizzate.
All’inizio del 2022, il neo-eletto sindaco Roberto Gualtieri ha proposto che l’area sia destinata ad ospitare l’Expo 2030, qualora questo venga assegnato a Roma. È stato anche suggerito che lo stadio del nuoto possa essere convertito in polo di accoglienza per l’evento e ultimato già entro il Giubileo del 2025.

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